unnamedHo cominciato a seguire i politicamp di Pippo Civati in un luglio di qualche anno fa: Albinea, Reggio Emilia, Livorno e infine Firenze. In un rovente weekend molte persone si sono raccolte insieme al Boschetto, cioè il parco pubblico di Villa Strozzi, la grande famiglia di banchieri in competizione con i Medici. La più significativa novità di questa edizione che vede Civati fuori dal PD è segnata dalla presenza di tanti giovanissimi ( 18-20 anni ) e da molte donne giovani e no, colte, preparate, bravissime, provenienti da molteplici ambiti di studio e di lavoro.
Una società civile variegata, ricca di esperienza e di energie nuove. Domenica all’ora di pranzo, dopo una mattinata intensa che ha visto alternarsi sul palco figure quali Pertici e Montanari, applauditissimi, sale sul palco con la consueta assenza di trombe e fanfare Pippo:
non sono un leader, ho desiderio di votare, cioè di contribuire a costruire qualcosa da votare.
I suoi riferimenti spiazzano perché provengono dalla cultura infantile: Nemo e il balenese.
Per noi che frequentiamo queste acque è davvero piacevole sentirsi ammessi nei massimi sistemi, rinunciando alle citazioni di grandi autori per affidarsi a giocosi intellettuali di Pixar.
Le “bambinate” poi diventano testi irrinunciabili per capire il “carattere” di un popolo, come nel caso di Pinocchio. Sono stanca, accaldata e al tempo stesso carica di energia interiore.
Sto studiando i testi dei quesiti referendari che da oggi potete scaricare sul sito del movimento É Possibile. Poi sono ritornata ad una esperienza giovanile: la cannabis, fumata per ragioni terapeutiche il primo giorno di mestruazioni per curare la dismennorea e per ragioni ricreative, ad esempio per ascoltare musica o leggere un romanzo o un saggio.
Nel mio paese natale, Pieve di Cento, nella provincia fra Bologna e Ferrara, negli anni Cinquanta, la canapa si vedeva nei maceri, e noi bambini fumavamo i bastoncini. Mio nonno era un pettinatore, lavoro che molti svolgevano accompagnandosi al vino. Il mio compagno, ecologista, ortolano, fine intellettuale, maestro di yoga, oltre che uomo di editoria, da qualche anno, d’estate, veste tutto di canapa. Io ricordo le lenzuola della mia infanzia, particolarmente fresche d’estate. Ho partecipato al gruppo che ha preso in esame la proposta di legge ferma in Commissione Giustizia. Al ritorno, nel brevissimo report che ho potuto fare a mio figlio su questo argomento, di cui conosce ogni dettaglio, mi sono sentita dire che Renzi non lo farà mai perché è “di chiesa” e ostaggio della destra. Mi è tornato in mente anche il sommo Piero Camporesi che trattando della fame ci aveva raccontato anche della canapa.